Un'altra tragedia per motivi economici: l'uomo, un imprenditore edile, ha lasciato una lettera ai familiari e un'altra di accuse ad Equitalia. Sembra che avevesse ricevuto una cartella esattoriale. Si è ucciso nel parcheggio del Santuario
NAPOLI - L'hanno visto pregare nel Santuario di Pompei, pochi minuti prima che iniziasse la prima messa del pomeriggio. Si è inginocchiato davanti al quadro della Madonna di Pompei, venerato da milioni di fedeli ogni anno. Poi, Arcangelo Arpino, imprenditore edile, è uscito fuori, una cartellina portadocumenti sotto il braccio, è andato ad appoggiarsi su un muretto del parcheggio e si è sparato. Altro sangue, altra macabra sequenza di dettagli, altre lettere di addio. Sono due quelle che aveva con sé il 63enne titolare di un'azienda di costruzioni di Vico Equense. Nella prima si scusa coi familiari. Nella seconda parla dei suoi problemi economici, e accusa Equitalia. Già, perché anche stavolta ci sono di mezzo delle cartelle esattoriali.
NON ERA MAI ACCADUTO NULLA DI SIMILE - Lo sparo ha richiamato sacerdoti e fedeli, tutti accorsi sul prato del parcheggio. Più tardi è arrivato anche il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, "E' un lutto per tutta la città, non era mai, mai accaduta una cosa del genere, in quel posto, poi, così simbolico".