Dialogo vs sgomberi: il caso via Bologna svela la distanza tra le due anime della giunta

Tolleranza zero e proteste a mille. Dopo lo sgombero del mercatino multietnico, ambulanti (non abusivi) e movimenti sotto Palazzo San Giacomo: Comune a scuola dalla Lega. Critiche a Narducci, Sementa e de Magistris. D'Angelo: serve più tolleranza

Sgombero dell'ex officina in via Brin
Sgombero dell'ex officina in via Brin
NAPOLI - "E' vero, ci sono due anime" nella giunta comunale guidata da Luigi de Magistris. Hanno lo stesso obiettivo, la legalità. Ma una è incline alla mediazione e al dialogo, l'altra agisce con sgomberi e blitz. L'ammissione, dopo la protesta degli ambulanti del mercatino di via Bologna sgomberati dalla polizia municipale, arriva da Sergio D'Angelo, assessore alle Politiche sociali. La spaccatura che a gennaio portò al ritiro del bando pensato per regolarizzare la vendita in quell'angolo di piazza Garibaldi, che da dieci anni ospita le bancarelle dei migranti, era ormai un segreto di pulcinella. I primi attriti si verificarono già nell'agosto scorso, con la squadra arancione fresca di nomina, quando in via Brin la municipale sgomberò, per molti con molta più energia di quella necessaria e opportuna, gli immigrati africani dall'ex officina per far spazio ai rifiuti.

DUE ANIME - Da un lato, l'anima movimentista, vicina ai movimenti e ai centri sociali, solidale e, come nel caso del consigliere Pietro Rinaldi di Napoli è tua, partecipe in prima linea alle lotte dei comitati antidiscarica. Dall'altra quella incarnata dall'assessore alla Sicurezza, Giuseppe Narducci (che da magistrato era titolare dell'inchiesta sulle manifestazioni contro la discarica di Chiaiano), il "pm" della giunta intenzionato ad usare la municipale guidata dal generale Luigi Sementa come "polizia giudiziaria": spesso i due si sono trovati spalla a spalla nelle operazioni di sgombero, nei blitz contro le occupazioni abusive.

IL BANDO RITIRATO - Sul bando per il mercatino multietnico, dicevamo, lo scorso gennaio si erano già scontrati chi come il vicesindaco Tommaso Sodano e gli esponenti della giunta meno "rigidi" avrebbe voluto una corsia preferenziale per gli immigrati espongono la loro merca in via Bologna da anni, e chi, come Narducci preferiva un bando ad evidenza pubblica. Il bando, scritto in un primo momento seguendo il secondo orientamento, era stato ritirato dope le critiche e le proteste degli immigrati. Due giorni fa, quegli stessi ambulanti che da dieci anni pagano regolarmente per l'occupazione del suolo pubblico e sono stati sgomberati dalla polizia municipale.

D'ANGELO: PIU' TOLLERANZA - La linea dura non piace nemmeno a D'Angelo che oggi a tutti, vigili urbani compresi, rivolge un appello: "In questo momento sarebbe opportuno essere più tolleranti". L'ala movimentista è meno diplomatica. Rinaldi ha annunciato di essere fuori dalla maggioranza dopo un altro sgombero, quello dei gazebo dei Bros da piazza Municipio, avvenuto domenica scorsa. La rottura arriva dopo le condanne espresse dalla galassia dei movimenti e dei centri sociali per blitz come quelli nel campo rom della Marianella e, da ultimo, contro gli ambulanti. Una linea che viene definita "dura, razzista".

"DE MAGISTRIS REPRESSORE" - Oggi quell'anima è sotto Palazzo San Giacomo con gli ambulanti senegalesi, nigeriani, marocchini che, dopo aver pagato regolarmente l'occupazione di suolo pubblico, sono stati costretti a lasciare via Bologna. Con una bancarella simbolica e con slogan che provocano una certe vertigine: "Il Comune di Napoli a scuola dalla Lega Nord", "De Magistris repressore", "Contro gli abusi della polizia municipale".

OBIETTIVO LEGALITA', STRADE DIVERSE - "Diciamo che il Comune non ha trovato la frequenza giusta dove sintonizzarsi", prova a smussare D'Angelo analizzando le due facce della giunta. Una che, come lo stesso assessore la descrive, tende a risolvere i problemi offrendo percorsi ed opportunità e l'altra con sgomberi e blitz. "L'obiettivo di tutti è di raggiungere la legalità in diversi contesti - spiega D'Angelo - si può non essere d'accordo su come si raggiunge, questo sì".

LA PROTESTA (E LO SPAESAMENTO) DEGLI AMBULANTI - Davanti a Palazzo San Giacomo, quelli della Rete Antirazzista e del centro sociale Insurgencia, che ieri hanno criticato duramente lo sgombero "assurdo e gravissimo" sostengono la protesta degli ambulanti. Il cronista dell'Ansa raccoglie lo spaesamento degli ambulanti quando, alle 6 del mattino, gli agenti della municipale gli hanno impedito di fare il mercato. Loum Mamad, del Senegal sottolinea: "Paghiamo regolarmente e, quindi, non siamo riusciti a darci una spiegazione". D'Angelo prova a colmare questa "lacuna". Niente scomparsa del mercato multietnico, che anzi, precisa l'assessore, "sarà reso stabile".

IL NUOVO BANDO - "E' stato pubblicato un bando per il mercato di via Bologna, il 20 aprile la scadenza per la presentazione delle domande - aggiunge - chi ha lavorato in questi anni potrà continuare a farlo, ovvio che si tratta di un bando quindi ci saranno dei criteri ma tra i criteri c'è senza dubbio quello della storicità della presenza. E mi sento anche di dire che ci sarà spazio anche per altri". In attesa della presentazione delle domande, certo, ammette D'Angelo, "sarebbe stata opportuna più tolleranza". Intanto annuncia "la pubblicazione a breve di un altro bando per 24 aree mercatali, di cui 12 a dimensione multietnica, per complessivamente 2500 posti".